Antonio Del Donno


Antonio Del Donno è nato a Benevento nel 1927. Ha frequentato l'istituto tecnico per Geometri negli anni 1945/50, con il solo interesse al disegno tecnico architettonico di cui scoprì l'estetica nella geometria. Decise quindi di frequentare l'accademia delle Belle Arti di Napoli, e fu lì che si sentì stimolato da tutto ciò che osservava; capì subito che era quella la strada da percorrere e che il disegno era la sua vita. Negli anni ‘60-’70, cominciò a frequentare la Galleria di Lucio Amelio di Napoli insieme a Mimmo Paladino, l'unico amico col quale scambiava idee, emozioni, ricerche. Entrambi, infatti, erano interessati ad assimilare la nuova cultura che si respirava in quel tempo: rifiuto totale di tutto ciò che era artefazione, accademismo e retorica.La biennale del 1964 a Venezia è stata per lui determinante; lì conobbe l'arroganza, l'azzardo e la gioia di vivere di Rauschenberg, il quale adoperava nei suoi dipinti il riporto fotografico, gli oggetti, e collegava il tutto con una pennellata violenta assimilata, a sua volta, da De Kooning, da Pollock e da altri pittori gestuali di quel tempo. Del Donno ha sempre avuto un linguaggio, una forma di espressione coerente con la sua gestualità, e un amore per la fotografia. Rauschenberg, Tapies, Vedova, Schifani, Warhol, sono stati i suoi maestri. Il costruire, sentirsi un artigiano, manipolare il ferro, il legno, è qualcosa che si porta dietro dall'infanzia. Ecco come nascono i "Vangeli", tavole di legno recuperate, incollate e incerniate con ferro e con caratteri di fuoco, riportando versetti del Vangelo per denunciare uno stato di fatto. Costituiva per Del Donno un atto liberatorio, volendo indicare uno stato di scacco contro il potere, "una sua autobiografia". Tutta la sua produzione contiene il fascino delle forme e delle linee in armonia fra loro, dove prevale la semplicità e la spontaneità.

Opere in Esposizione