Carlo Quaglia


Nacque a Terni il 17 aprile 1903 da Vittorio, impiegato delle Acciaierie (odierna Acciai Speciali Terni ThyssenKrupp), e da Ginevra Ernesta Guerrini, casalinga.Nella città natale si diplomò all’Istituto tecnico commerciale e studiò musica al conservatorio Giulio Briccialdi, perfezionandosi in violino. Nel 1920 trovò impiego in banca, ma nel 1925 decise di trasferirsi a Modena per frequentare la scuola ufficiali dell’Accademia militare e vi rimase fino al 1927.Nel 1934 fu inviato in Libia: a Tripoli, poi a Bengasi, e dal novembre del 1939 a Derna, dove nel maggio del 1940 espose una serie di dipinti e pastelli nell’ambito di una collettiva allestita nelle sale dell’albergo Etal. Pochi mesi dopo venne catturato dalle truppe inglesi nei pressi di Agedabia: deportato in India, fu rinchiuso nel campo di prigionia di Yol, alle pendici dell’Himalaya, dove rimase fino al termine della seconda guerra mondiale.Rientrato in Italia, si stabilì con la famiglia a Roma. Abbandonata la carriera militare, si dedicò esclusivamente alla pittura, e nel maggio del 1947 allestì la sua prima personale presso la galleria Il Cortile. Nel 1948 inviò il dipinto Porta del Popolo (Roma, coll. privata) alla XXIV Biennale di Venezia, mentre alla V Quadriennale nazionale d’arte di Roma propose Natura morta.Nel 1954 fu ammesso alla XXVII Biennale di Venezia (Il faro di Vado, 1953; Celle Ligure, 1953; La strada, 1953; Paesaggio, 1953; La cattedrale, 1953), e partecipò a diverse collettive, tra cui la II Mostra nazionale di arti figurative di Spoleto e la II edizione del Premio Marzotto a Milano.

Opere in Esposizione